Aromatiche

Alloro

Il lauro è una pianta perenne a portamento arbustivo e può assumere la forma di un cespuglio o di un albero tanto che se trova le condizioni ideali può raggiungere anche i 10-12 m di altezza.

  • Il tronco è normalmente liscio con corteccia nerastra con rami sottili e molto fitti
  • Le foglie dell’alloro, portate da un corto picciolo, sono lanceolate, coriacee, di un bel verde scuro con i bordi ondulati e con la pagina superiore lucida mentre quella inferiore è di un verde-giallo tenue ed opaco
  • Sono ricche di ghiandole resinose che le conferiscono il caratteristico aroma
  • I fiori sono riuniti in infiorescenze a grappolo o in cime ascellari e sbocciano all’inizio della primavera

Lavanda Stochas

A differenza delle altre lavande, la lavanda stoechas ha bisogno di un terreno piu’ acido (abbonda soprattutto nei terreni silicei),   percio’ alla buca aggiungere torba acida e nel caso di ingiallimento delle foglie è sufficiente somministrare del ferro una o 2 volte all’ anno, questa varietà vive spontanea lungo le coste, e nelle isole percio’ quello è il suo abitat ideale, ma con poche cure vive in tutte le zone d’ Italia.

  • Non teme la salsedine.
  • Presenta una rusticità incompleta: deve essere protetta dal freddo con una pacciamatura
  • Non ha grandi esigenze idriche è bene lasciare sempre asciugare il terreno tra un intervento e l’altro in quanto teme moltissimo i ristagni idrici.
  • Il momento migliore per mettere a dimora le piante di lavanda, ma anche le piante aromatiche, va dall’inizio dell’autunno all’ inizio della primavera, in questo modo svilupperanno un forte apparato radicale e saranno in grado di sopportare la siccità e anche in estate particolarmente afose. Ogni anno dopo la fioritura, anche durante l’ estate quando la lavanda ha perso il suo bell’aspetto e comunque entro metà settembre è bene potare le piante tagliando non solo i fiori ma anche una bella parte di vegetazione, ( senza arrivare al legno) in modo da non far lignificare e svuotare le piante all’ interno; se la lavanda viene potata in questo periodo rimetterà le foglie nel giro di poche settimane e avrete un bel cespuglio a forma di cuscino anche durante l’ inverno
  • Le piante un po’ debilitate e poco compatte possono essere sottoposte ad una potatura più drastica, in modo da lasciare solo pochi cm di stelo. In questo modo la pianta di lavanda crescerà più rigogliosa e rinvigorita stimolando lo sviluppo di nuovi germogli
  • Nel settore apistico la lavanda selvatica è un’interessante pianta mellifera
  • Il miele monoflora ottenuto dalla Lavandula stoechas differisce nettamente dal miele di lavanda propriamente detta: ha un gusto più fine ed è poco aromatico
  • Il miele di Lavandula stoechas è l’unico miele di lavanda che si possa ottenere in Italia in quantità cospicue, viene prodotto soprattutto in Sardegna, è molto adatto per curare le affezioni broncopolmonari.
  • Normalmente la lavanda è poco usata per scopi alimentari utilizzata per aromatizzare il vino bianco e l’aceto, per preparare gelatine, per aromatizzare i dolci.

Menta

La menta è una pianta erbacea perenne, che presenta delle radici rizomatose, che hanno la particolare caratteristica di svilupparsi estremamente in profondità all’interno del terreno. Si tratta tuttavia di un genere polimorfo, ovvero che presenta un aspetto che muta in relazione alla specie che viene presa in considerazione.

  • Il fusto della menta può vantare una lunghezza che varia da un minimo di trenta centimetri fino ad un massimo di n metro, mentre presenta una colorazione compresa tra il verde e il violetto
  • Le foglie, che in gran parte dei casi possono vantare una ricca presenza di ghiandole al cui interno si trovano proprio gli oli essenziali che fanno si la pianta una pianta aromatica
  • Le foglie di questa pianta presentano una colorazione verde più o meno intensa, con una forma lanceolata
  • I fiori, invece, sono caratterizzati dal fatto di aggregarsi in infiorescenze che sono collocate a capolino.

Mirto

Il Mirto è una pianta aromatica abbastanza utilizzata in Italia, soprattutto per il fatto che si tratta di uno dei comuni arbusti della macchia mediterranea, e quindi in gran parte della penisola è possibile reperirlo anche allo stato selvatico.

  • Produce un arbusto abbastanza grande, che può raggiungere i tre metri di altezza, con portamento cespuglioso, abbastanza fitto, e ramificazioni sottili; la corteccia è rossastra, e spicca tra il fogliame di colore verde scuro, di forma lanceolata e di dimensioni decisamente minute; in estate produce innumerevoli piccoli fiori bianchi, profumati, di piccole dimensioni.
  • Tutta la pianta è molto aromatica, sia le piccole foglie, sia il legno sottile
  • Viene utilizzato come pianta aromatica, ma anche come pianta ornamentale, in quanto l’aspetto è molto gradevole, e la fioritura abbondante
  • Ai fiori seguono i frutti, delle piccole bacche di colore nero o bluastro, commestibili

Origano

Si tratta di una pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae, si diffonde a cespi da un rizoma.

  • Ha un fusto eretto che arriva fino a 80 cm di altezza, foglie ovali e fiori che si racchiudono alla sommità degli steli e danno poi vita a frutti a capsula.
  • L’origano non chiede niente di particolare come terreno, non sopporta il ristagno d’acqua, mentre tollera anche terreni poveri e resiste alla scarsità idrica e al gelo, anche se un freddo intenso può far morire le piante di origano
  • Nell’orto ama particolarmente le aiuole soleggiate. In particolare sole, caldo e vento incidono sull’aroma della pianta, l’origano più saporito è quello che viene coltivato e raccolto in zone vicine al mare.
  • Per coltivare l’origano è importante controllare che le erbe infestanti non diano troppo fastidio alla pianta. La lavorazione del terreno va fatta se si crea una crosta, in modo che l’acqua venga assorbita correttamente, mantenendo un buon drenaggio e il rizoma della pianta non trovi ostacolo nell’espandersi
  • Non serve potare l’origano, basta semplicemente rimuovere i rami secchi.

Rosmarino

Il rosmarino è una pianta mediterranea, ama il caldo e una buona esposizione solare. Tuttavia si adatta bene anche a esser tenuto in mezzombra e resiste al freddo, si può coltivare anche in montagna. Può essere danneggiato da gelate di lunga durata.

  • Si tratta di una coltivazione molto adattabile, che preferisce la terra arida e sciolta, non teme particolarmente la siccità. Bene quindi a un fondo sabbioso che sia drenante, non serve grande ricchezza di materia organica, è invece importante che il terreno dove viene coltivata questa erba aromatica non sia troppo umido.
  • Se si vuole coltivare il rosmarino in un terreno molto compatto e argilloso meglio mischiare un po’ di sabbia prima di piantarlo, in modo da rendere più leggero e drenante il suolo
  • Se si vuole coltivare rosmarino mettendo più di una pianta meglio tenere 50/70 cm di distanza tra un cespuglio e l’altro.  Le cure che richiede sono davvero poche
  • La pianta è sempre verde, ma smette di crescere col caldo eccessivo se coltivata in zone calde oppure durante l’inverno dove il clima è più rigido
  • Il rosmarino ama i climi aridi e spesso si accontenta dell’umidità dell’aria
  • Richiede un’irrigazione costante durante il suo primo anno di vita, poi si interviene bagnando solo in periodi di calura e aridità e comunque con molta moderazione
  • In ogni caso non si deve mai bagnare troppo la pianta, per evitare marciumi radicali.

Salvia

Il fusto della salvia, quando la pianta è giovane, è di colore verde, per diventare più scuro e legnoso durante la sua crescita.

  • Le foglie sono grigio-verdi, di forma ovale allungata, nella parte superiore sono vellutare, mentre in quella inferiore sono più ruvide e presentano nervature ben visibili, da esse si estrae un olio essenziale
  • Nella salvia comune, quella Officinalis appunto, i fiori sono di color violetto, crescono in modo asimmetrico in cima agli steli, hanno la caratteristica di essere ermafroditi, questo vuole dire che nello stesso fiore ci sono sia organi riproduttivi sia maschili che femminili, l’impollinazione avviene grazie agli insetti
  • La pianta della salvia può raggiungere un’altezza di 70 centimetri
  • La salvia si coltiva fino ad un’altitudine di 800-900 metri, necessita di un terreno neutro oppure non molto ricco di calcare e sabbioso, caratterizzato da un ottimo drenaggio, sono assolutamente sconsigliati terreni ricchi di acidità
  • La coltivazione è abbastanza facile anche perché la salvia è una pianta che gradisce sole e caldo; l’esposizione ottimale sarebbe in pieno sole
  • La coltivazione migliore per la salvia sarebbe in pieno campo la vita della salvia è relativamente breve, infatti dopo circa 5-6 anni essa appassisce e sarà necessario sostituirla con una nuova
  • Se coltivata all’aperto la salvia può resistere anche a temperature sotto lo zero.

Timo

La pianta si caratterizza per un fusto arbustivo e legnoso, alto fino a 40-50 centimetri, identificato dalle numerose ramificazioni e dal portamento a cespuglio

  • Le foglie sono piccole, allungate, di verde intenso con anche striature di grigio, quasi sempre ricoperte di peluria
  • I fiori sono invece piccoli, bianchi o di colore rosa, anch’essi dall’incredibile profumo
  • In cucina, è utilizzato in modo sovrapponibile alle altre piante aromatiche, quindi per accompagnare carni, arrosti, come guarnizione, ma anche in abbinato a verdura, nelle miscele di spezie, per aromatizzare tisane e molto altro ancora.
  • Il clima preferito è quello mediterraneo, di norma tardo-primaverile, non eccessivamente caldo né coinvolto da intense precipitazioni atmosfere
  • La pianta può comunque adattarsi anche a climi più freddi, anche se non a temperature proibitive, dove non riesce a completare adeguatamente il ciclo di crescita
  • L’esposizione è di norma sempre diretta al sole, necessaria per garantire uno sviluppo rigoglioso del cespuglio.
  • Il terreno ideale è ricco, di medio impasto, composto da diverse varietà di terriccio come torba, sabbia e ghiaia, adeguatamente fertilizzato con concimi organici, non disdegna nemmeno i terreni argillosi o calcarei, sebbene in questi casi bisognerà sempre verificarne l’umidità, per evitare ristagni o, al contrario, eccessiva secchezza.